Sposando William, Kate ha acquisito molti privilegi, ma ha anche fatto alcune rinunce, tra cui quella al diritto di voto in qualità di cittadina inglese. Il motivo? Più che di obbligo, si tratta di buon senso.

Sebbene in merito non ci sia alcuna legge scritta, la Regina Elisabetta deve rimanere neutrale in politica: è infatti considerato incostituzionale che la monarca voti. La Regina è stata incoronata il 2 giugno 1953 e da allora non ha più votato.

Come lei, anche i membri senior della famiglia reale o quelli comunque in linea di successione non votano. Anche in questo caso non esiste una legge che lo impedisca espressamente: in linea teorica essi costituiscono elettorato attivo e passivo, potrebbero cioè sia votare che essere eletti. I reali tuttavia non si recano ai seggi, sia per consuetudine che per ragioni di opportunità: ne andrebbe della neutralità costituzionale della Royal Family. Si tratta di una scelta politica che tutti i Windsor hanno abbracciato dalla Seconda Guerra Mondiale in poi: significherebbe in un certo modo alterare un’espressione del popolo.

Kate quindi non vota più dal 2011 e non si è recata alle urne nemmeno per il famoso referendum sulla Brexit.